VIVIANA il giallo, il bianco, il viola il

VIVIANA CELANT 1EELABORATO: CONFRONTO TRA CAPOGROSSI E GLI ANTICHI IDEOGRAMMI CINESIDal 1948 Capogrossi cambia modo di dipingere e le sue opere diventano molto più astratte; sono infatti costituite da simboli.                                                                                                                                                                          Questo questo quadro olio su tela dal titolo: ” Superficie 403″ è costituito da un susseguirsi di simboli che si ripetono più volte e in diverse posizioni: rettangoli,linee e molti altri. Lo sfondo del quadro è bianco, ma sono presenti anche altri colori: il nero, il grigio, l’arancione, l’ocra, l’azzurro e il viola. Ecco un’altra opera di Capogrossi dal titolo Superficie 28 I colori presenti in questo quadro sono il giallo, il bianco, il viola il nero e l’arancione. Per tutto il quadro abbiamo il ripetersi di uno stesso simbolo, che assomiglia vagamente a un pettine anche se i variano i colori e le posizioni di questo e a volte questo simbolo viene riempito dal colore. Questo elemento lunato dentato è lo stesso visto nel quadro precedente, è infatti presente in moltissime opere di Giuseppe Capogrossi e per questo è stato chiamato Elemento Capogrossi dallo stesso artista, compare diverse volte nei colori bianco e nero. Questo simbolo, che si ripete molte volte e in posizioni diverse: rivolto l’alto o verso il basso, secondo Capogrossi non costituisce alcun concetto, ma rappresenta soltanto se stesso. E’ quindi colui che osserva ad attribuirgli un significato: alcuni ci hanno visto un tridente, altri un pettine, per altri ancora è una forchetta. Ognuno di noi può quindi dare una propria interpretazione a questo simbolo così come a tutti gli altri e di conseguenza la stessa interpretazione del significato del quadro varia da individuo a individuo. Il significato del quadro varia quindi in base alla persona che lo osserva e non può esserci giusto o sbagliato nella sua interpretazione. Molto spesso i simboli utilizzati da Capogrossi vengono paragonati agli ideogrammi che durante l’antichità erano presenti in molte civiltà, come ad esempi quella cinese come forma di scrittura.Questi sono alcuni esempi di antichi ideogrammi cinesi. la scrittura cinese(in realtà ancora oggi parte della scrittura cinese è costituita da ideogrammi), che si pensa nacque intorno al XVII sec. a.C.), era inizialmente costituita da pittogrammi a cui in seguito, poiché i pittogrammi erano adatti esclusivamente alla rappresentazione di oggetti concreti, si aggiunsero appunto gli ideogrammi per quanto riguarda i concetti astratti come ad esempio i sentimenti, i numeri oppure parole come sotto, sopra, dietro, davanti che sono impossibili da rappresentare con dei pittogrammi. A ogni simbolo corrisponde dunque uno e un solo concetto. Non potrebbe essere altrimenti, infatti se ciascuno avesse attribuito il significato che preferiva a un simbolo questo avrebbe portato a una serie di equivoci, a volte anche molto pericolosi(si pensi ad esempio alla stipulazione di un trattato o a un qualsiasi altro documento di una certa importanza). I simboli presenti nei quadri di Capogrossi invece non esprimono nessun concetto e l’osservatore è libero di dargli lui stesso un significato, cosa che non vale per qualsiasi simbolo appartenente a una qualche forma di scrittura he deve essere interpretato da tutti quelli che se ne servono a uno stesso modo. Si tratta in entrambi i casi di simboli molto semplici e non molto somiglianti a nessun oggetto o essere vivente, ma mentre nel caso di Cagrossi abbiamo u’opera d’arte che lascia libertà di interpretazione, non è così per gi antichi ideogrammi cinesi.

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